Il Percussionista 2.0

Una delle componenti meravigliose del nostro mestiere è il movimento, il dinamismo, la necessità di non sedersi mai, il desiderio di esplorare nuovi orizzonti tecnici e sonori.
E questo non per restare sempre “up to date” per motivi lavorativi (anche), ma proprio per non morire artisticamente, per mantenere sempre sveglia la creatività e quindi la qualità di quello che proponiamo con i nostri strumenti e con la nostra musica.
E’ un bel po’ di tempo che ho la sensazione che le percussioni nella musica Pop abbiano ormai intrapreso un “binario morto”.
Vedo e sento da parte di moltissimi percussionisti, a partire da me, (non è assolutamente un giudizio, ma una constatazione) in linea di massima sempre le stesse figure, gli stessi arrangiamenti da ormai quasi 20 anni, con soluzioni che a loro volta sono state mutuate (ed arricchite a volte) dalle prime espressioni funk-soul-pop degli anni 60/70.
A questo punto quindi credo sia fondamentale ed allo stesso tempo stimolante, cercare nuove strade, nuovi suoni, nuove tecniche, nuovi stili e, perché no, nuovi strumenti. Secondo il mio modestissimo parere e le mie esperienze “sul campo” una direzione che può aiutarci e stimolarci allo stesso tempo è l’elettronica. Purtroppo sento ancora molta indifferenza e a volte diffidenza ed intolleranza da parte dei percussionisti nei confronti dell’ elettronica, ma credo sia ormai necessario che il percussionista moderno apra le porte verso questo tipo di sonorità.
Di recente ho avuto una fantastica novità: sono stato confermato nella collaborazione per il nuovo Tour dell’ artista italiano forse più creativo e stimolante dal punto di vista artistico ed ho saputo che quest’ anno sul palco saremo due percussionisti: uno più “standard”, che avrà un set classico di percussioni Pop, ed uno più “futurista”…che sarei io!
Inizia quindi una nuova straordinaria avventura alla ricerca degli strumenti che includerò in questo set da “Percussionista 2.0”.
Seguitemi nei prossimi articoli dove vi racconterò passo dopo passo cosa scaturirà da questa nuova occasione supercreativa!!
Buona Musica
Leo

 

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4 commenti

  1. Paolo   •  

    Immaginatevi la musica di oggi senza chitarra elettrica! Leo, sono d’accordo con te. Il punto cruciale però, secondo me, è il “come”. La chitarra elettrica si suona con gli stessi movimenti della chitarra classica, ma le percussioni elettroniche come si suonano? Qual’è il confine oltre il quale non ha più senso parlare di percussioni? Ovvero, se non si percuote nulla… è ancora appropriato il termire? Ai posteri l’ardua sentenza : )

    p.s. Leo continua così!!!

  2. Steve   •  

    Guarda Leo, già quando suonavo con Gianluca Mosole ho sempre avuto un debole per l’elettronica. Il primo in regione (Alto Adige) ad avere tra le mie mani l’Octopad della Roland e la R8. Poi ho cominciato con una serie infinita di percorsi sempre più tortuosi con trigger e oggetti inventati da me. Ecco la tavolozza si espande, il modo e l’approccio di suonare diventa indefinibile, certo lo studio delle percussioni in senso stretto rimane, ma suonare con l’elettronica ti fa andare in territori inesplorati. Tu e la tua magistrale tecnica sicuramente ti porterà dove non neanche immaginare. Nuovi dispositivi sono all’orizzonte, nuovi e-percussionist stanno crescendo. Grande Leo!

  3. LuGianluca   •  

    Interessante. Io parto dall’idea che lo strumento nostro è quello tradizionale, quello “impreciso” che diventa preciso e micidiale con la tecnica.
    Però mi rendo conto che a fini esecutivi e innovativi sia necessario e importante l’utilizzo anche dell’elettronica.
    Tuttavia mi appassiona la padronanza e il rapporto fisico che il percussionista ha con i suoi strumenti, quelli tradizionali appunto.
    …Tu sei insuperabile!

  4. teotopolino ritmoco   •  

    Ciao Leo….io penso che qualsiasi cosa produca un suono, dal bicchiere di plastica con dentro sabbia o sassolini, alla più sofisticata strumentazione arrivata dall’iperspazio, se creano musica vanno sempre benissimo….chiaro che però, o nasci col talento ritmico, come nel tuo caso….oppure solo con lo studio puoi crescere e maturare…tu mi insegni che per ogni cosa io studi devo utillizare un supporto tradizionale: da un libro di algebra, du letteratura, di fisica….poi sta a noi la sperimentazione, la ricerca, l’intuizione…..quindi e’ giusto partire dalla “tradizione” per poi inoltrarsi in terre inesplorate…..grazie ai tuoi spunti e insegnamenti forse un giorno anch’io diventerò un “MarcoPoloTopolinoRitmicoElettronico”….

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